Animiamoci! Intervista ad Enzo D’Alò
articolo a cura di Federico Melella
articolo a cura di Federico Melella
Enzo D’Alò è una delle figure più emblematiche nell’universo dell’animazione italiana, capace di difendere e celebrare la fantasia dei più piccoli attraverso storie che fanno sognare grandi e piccini. Un italiano che riesce a far vibrare il cuore di un’intera nazione, senza bisogno di un pallone da calcio.
In un panorama dominato dai colossi dell’animazione e dai blockbuster internazionali, le opere di D’Alò hanno rappresentato un faro, un punto di riferimento per chi cerca un racconto più intimo e autentico, capace di accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita.
Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Enzo D’Alò per esplorare il rapporto tra cinema e società e scoprire come le sue storie continuano a parlare al cuore di ognuno di noi.
<< La seconda serie di Pimpa rappresenta un momento di transizione verso nuove tecnologie senza perdere di significato rispetto alla serie diretta da O. Cavandoli, e portando innovazione sperimentando con grafica digitale, mentre Pipì, Pupù e Rosmarina ha portato al presente che è venuta diversi anni dopo trasporta la serialità nel presente.
Il mio amore per l’animazione trascende i prodotti commerciali ed è sempre alla ricerca di una morale, con storie che possono essere definite “pillole di filosofia” come le chiamava Vincenzo Cerami, ideatore di Pipì, Pupù e Rosmarina.>>

<La Gabbianella e il Gatto è una storia tutta declinata all’integrazione dei migranti, all’accettazione del diverso.
Noi abbiamo sfruttato l’animazione per dare vita a problemi reali, rendendoli di facile comprensione anche ai bambini. A maggior ragione anche i grandi devono sensibilizzarsi e comprendere che questa morale è universale. Penso che applicando questi messaggi le persone si comporterebbero con più gentilezza verso il prossimo.>>



Una serratura per sbirciare il cinema europeo
