L’Arte delle domande: prompt design e creatività nell’era dell’IA
articolo a cura di Miki Rosco
articolo a cura di Miki Rosco
SOCRATE: Ora, la mia arte di ostetrico, per tutto il resto somiglia a quella delle levatrici, ma ne differisce in questo, e cioè che essa opera sugli uomini e non sulle donne, e provvede al parto delle anime e non dei corpi. (…) questo ho in comune con le levatrici, che anch’io sono sterile… di sapienza; e il biasimo che già in tanti mi hanno fatto, cioè che io interrogo gli altri ma non manifesto mai su nessuna questione il mio pensiero, ignorante come sono, è un biasimo giustissimo. (…). Io sono dunque tutt’altro che un sapiente, né da me è mai venuta fuori alcuna sapiente scoperta che fosse generazione del mio animo. Quelli invece che amano stare con me, (…) da me non hanno imparato nulla, bensì proprio e solo da se stessi hanno trovato e generato molte e belle cose. Ma di averli aiutati a generare, questo sì, il merito spetta al dio e a me.
Platone, Teeteto
Socrate aveva capito che la conoscenza matura per gradi attraverso le domande: non è importante conoscere, ma sapere quel che si cerca. È quello che deve saper fare oggi chi usa professionalmente l’IA nel lavoro creativo: costruire, anche grazie agli strumenti della IA generativa, il proprio progetto lavorativo attraverso le giuste domande.

Nel precedente articolo ho scritto che la competenza passa dalla tecnica – saper fare le cose – alla dialettica – saper indicare come si devono fare le cose -. Esiste uno strumento che sa tutto, perché ha letto tutto quello che è stato scritto, ed esiste chi, da un lato ha un sistema di valori e una competenza, dall’altro sa come interrogare, come costruire un percorso logico di interrogazione per arrivare al risultato voluto.
Questo però non significa che avere competenze di base sulla disciplina non conti più e che per ottenere risultati soddisfacenti sia necessario solo avere capacità dialettiche; saper porre le domande giuste significa avere consapevolezza del risultato che si vuole raggiungere, possedere i fondamentali della disciplina, avere l’esperienza per saper giudicare.
Provo a fare un esempio di quello che voglio dire: quando intraprendo un viaggio in auto, guardo sempre la cartina e studio l’itinerario, cerco di rendermi conto di quello che mi aspetta e più conosco il percorso, più mi sento sicuro. Poi, in auto, netto in funzione Maps e mi affido allo strumento, ma non in modo ottuso e inconsapevole, così da poter verificare dove mi sta portando, da correggere eventuali errori (Maps ne fa, di errori!), di scegliere eventuali percorsi alternativi. Lo stesso vale per l’IA generativa: chi sa dove andare, chi conosce la mappa, chi ha praticato il territorio, saprà muoversi con infinita più sicurezza e competenza.

Scrivere una storia con l’assistenza di IA generativa è diverso se chi lo fa non ha uno stile, non conosce le regole dello storytelling, non ha un progetto e una direzione chiara su quelli che sono i suoi obiettivi, non ha dei valori creativi, dei principi di linguaggio da affermare. L’IA generativa è un grande assistente per correggere un testo, per scrivere parti ripetitive, per impostare uno schema su precise indicazioni, per trovare sinonimi e metafore, è un prezioso consulente che semplifica e migliora l’efficienza della scrittura, ma non è un sostituto totale. Per un dilettante – o per uno studente svogliato – tutto può essere affidato allo strumento, ma il rischio di perdersi, e la certezza di fare cose se non banali, certo scontate, sono da mettere in conto.
I Principi del Prompt Engineering:
Una Guida EssenzialeIl prompt engineering è l’arte di creare input (o “prompt”) efficaci per i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) al fine di ottenere output di alta qualità.
Essere Specifici:
• Definisci chiaramente l’obiettivo;
• Fornisci dettagli;
• Usa esempi.Essere Chiari:
• Evita ambiguità.
• Sii conciso.
• Utilizza parole chiave.Essere Completi:
• Fornisci tutto il contesto necessario.
• Specifica i vincoli.Essere Iterativi:
• Sperimenta.
• Affina gradualmente.Essere Creativi:
• Pensa fuori dagli schemi.
• Gioca con lo stile.
Per rimparare la metodologia ci sono corsi online, a pagamento o gratuiti, ad esempio AI Prompt Engineering – Impara ad usare ChatGPT, Midjourney, Dall-e etc. di Data Master è un buon corso gratuito.
Se vi interessa scoprire la connessione tra AI e sceneggiatura cinematografica, vi consiglio la masterclass a cura di Lorenzo Giovenga, promossa nell’ambito del Nexsoft Lab.
Rimane dunque questo ai creativi per ottenere risultati nella nuova epoca dell’IA? Porre le giuste domande? Non credo basti, perché un limite, non superabile da questi strumenti, è la loro difficoltà a rompere gli schemi, a trovare soluzioni di rottura.
Questi strumenti, gli LLM, come sono chiamati, modelli linguistici di grandi dimensioni, sono alimentati dalla lettura di tutto quello che la rete offre, è da lì che derivano le loro conoscenze, e la rete, inevitabilmente, offre una maggior quantità di testi mainstream piuttosto che d’avanguardia. Ecco, il concetto d’avanguardia, di linguaggio che supera ciò che è stato già fatto, che rompe gli schemi conosciuti, rimane di proprietà creativa umana. Se gli LLM avessero lavorato sui testi teatrali di Tespi, il primo tragediografo, avrebbero prodotto infinite, e magari bellissime, tragedie con un solo attore, non avrebbero pensato, come fece Eschilo, a introdurre un secondo. Per parlare di cinema, il montaggio alternato, la carrellata, la carrellata verticale, sono innovazioni di linguaggio che richiedono di andare oltre quello che già si è realizzato. In altri termini, se fossi uno sceneggiatore di Beautiful, mi preoccuperei di perdere il lavoro per colpa dell’IA generativa, se fossi alla ricerca di un nuovo linguaggio e di nuove soluzioni, mi preoccuperei meno.
E se un domani l’IA ci supererà anche nella capacità creativa, se si avverasse la profezia che parla di un’IA che ci spodesti da ogni ruolo, perché in grado di fare tutto meglio di noi? Non lo credo possibile, ma si sa, tutto scorre nel mondo dell’IA e quindi nulla è da escludere. Ne parleremo nel prossimo articolo.
Un paio di suggerimenti bibliografici in più.
Gli interventi, coordinati dalla giornalista de Il Mattino Carmen Incisivo, hanno coinvolto il pubblico composto da giornalisti, filmaker, operatori culturali. Dopo i rapidi saluti istituzionali del direttore artistico LdO Peppe D’Antonio e dell’ospite dell’incontro, Domenico Credendino, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana che gestisce il Complesso San Michele e che è partner del Festival, si è entrati subito nel merito.

Arte, consapevolezza e società nell’era dell’AI