L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando ogni ambito della nostra vita, compreso il mondo della produzione audiovisiva. Ma come si intrecciano tecnologia e creatività? Ne abbiamo parlato con Carlo Cuomo, direttore accademico di corsi di studi sull’animazione, meglio conosciuto come “Il Prof dell’Edutainment”.
In un’intervista esclusiva, Carlo Cuomo racconta come l’intelligenza artificiale sta trasformando il cinema e quali competenze saranno fondamentali per i professionisti del futuro.
Le trasformazioni portate dall’IA nel cinema
Quali sono le principali trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta apportando nel settore del cinema e della produzione audiovisiva?
“Sicuramente l’IA, in generale, sta rappresentando una delle più impattanti evoluzioni tecnologiche della storia. Non è escluso infatti che, così come lo furono i personal computer, internet, i social network e gli smartphone (dalla cui nascita sono derivate quattro classificazioni dei Nativi Digitali, con il conseguente cambiamento delle vite degli esseri umani dal punto di vista sociale e culturale – basti pensare al fatto che con internet abbiamo avuto un accesso all’informazione molto più immediato, con i social si è creato il fenomeno della costruzione delle proprie identità digitali e con lo smartphone ci siamo abituati a far scegliere un percorso a un navigatore, ad avere una comunicazione costante con il prossimo e a pianificare un viaggio sulla base delle recensioni degli altri utenti, giusto per fare qualche esempio), l’IA rappresenti il punto di svolta per una nuova generazione che crescerà con la skill del prompt making e con l’attitudine naturale a dialogare con un avatar conversazionale, a velocizzare i propri processi di apprendimento o di lavoro grazie ai GPT e a direzionare le sue scelte sulla base dei consigli dati dall’IA.
Per questo motivo, entrando nello specifico, non era possibile non immaginarsi un futuro in cui l’intelligenza artificiale sarebbe andata a permeare anche il mondo della produzione audiovisiva. Dalla possibilità di usarla per avere supporto nella scrittura di sceneggiature o nella pre-visualizzazione di concept per storyboard o moodboard, passando per utilizzi “intelligenti” nel mondo del montaggio, del missaggio, della post produzione, fino ad arrivare all’integrazione di sistemi di recommendation nelle piattaforme di streaming, che suggeriscono agli utenti i prodotti da fruire in base ai loro gusti, o di forecasting per capire quali saranno i desideri degli spettatori nel prossimo futuro e avviare nuove produzioni in tal senso, l’IA sta andando inevitabilmente a permeare la quotidianità di chi lavora nell’Industria dell’Audiovisivo e la cosa più importante, a mio avviso, è fare in modo che essa venga intesa come uno “strumento a supporto” e non come un sostituto del proprio lavoro.
Passatemi la seguente riflessione: se un cretino usa l’IA non è che all’improvviso diventa un genio, così come se una persona priva di creatività chiede all’IA di scrivere qualcosa non è che esce fuori la sceneggiatura del prossimo Oscar e lo stesso vale per tutti gli operatori del settore che operano in processi in cui l’intelligenza artificiale è utilizzabile, i quali, senza un talento, una professionalità o una competenza di base, non potranno sfruttarla per ciò che sono in grado di fare anche senza di essa. La Cultura, insomma, sarà la salvezza del mondo.”
L’impatto dell’IA sui ruoli creativi e decisionali
Come pensi che l’intelligenza artificiale influenzerà il ruolo creativo e decisionale dei registi e dei produttori cinematografici nei prossimi anni?
“Come accennavo, nel prossimo futuro, i registi bravi (e ci tengo a sottolineare questo aspetto) potranno sfruttare l’IA per dare “concretezza” alle loro visioni e magari costruirsi storyboard, moodboard e videoboard per previsualizzare le scene che hanno in testa, eventualmente affinando i risultati come non è possibile fare direttamente sul set. Analogamente, anche i produttori potranno sfruttare l’IA per analizzare le preferenze degli utenti, basandosi su un’enorme quantità di dati, e ridurre il rischio di impresa delle loro produzioni, riuscendo così a far fiorire maggiormente l’Industria e dare, di conseguenza, altro spazio a nuovi progetti e nuovi talenti.”
Le competenze necessarie per i professionisti del futuro
Che tipo di competenze e preparazione consigli ai giovani professionisti del cinema che vogliono integrarsi in questo nuovo panorama tecnologico?
“Dal punto di vista delle skill, sicuramente quella del prompt making, scrittura di un testo per interrogare l’IA, che è un requisito fondamentale per fornirle le giuste indicazioni e dare il nostro “tocco” a ciò che poi l’intelligenza artificiale elabora.
Più in generale, io consiglio sempre di investire nella propria cultura, conoscendo pro e contro di ogni possibilità offerta dalla tecnologia, di non “innamorarsi” di qualcosa solo perché è una moda e di elaborare il proprio personale punto di vista su ciò che ci circonda. Se proprio volessi dargli un nome la chiamerei “la skill del sapere e delle scelte consapevoli.”
Quale consiglio daresti ai giovani professionisti del settore?
“Di non avere una mente chiusa e di non farsi sopraffare dalle euristiche, dai bias cognitivi, dal panico morale e dai preconcetti. Ogni cosa nuova spaventa ma, indipendentemente dalle nostre scelte, il mondo cambierà ugualmente. È fondamentale conoscere ciò che ci circonda e le possibilità che offre per poi scegliere arbitrariamente, in modo consapevole, cosa adottare o scartare, come ed in che misura.”
Conclusione
L’intervista con Carlo Cuomo ci offre una visione lucida e appassionata: l’IA è uno strumento rivoluzionario, ma la creatività umana e la cultura restano le chiavi per un futuro sostenibile e innovativo.



