La tecnologia ha bisogno di idee
L’IA nel Cinema secondo Antonio Risi
L’IA nel Cinema secondo Antonio Risi
L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il settore cinematografico, trasformando non solo i processi produttivi, ma anche le competenze richieste ai professionisti. Antonio Risi, esperto di tecnologie immersive e produzione audiovisiva, ci offre una panoramica dettagliata delle opportunità e dei rischi legati all’uso dell’IA nel cinema. Le sue riflessioni, raccolte in questa intervista, sono un invito a guardare al futuro con curiosità e apertura.
Quali sono le principali trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta apportando nel settore del cinema e della produzione audiovisiva?
“L’intelligenza artificiale sta cambiando molti aspetti della produzione audiovisiva. Ad oggi gli strumenti basati su IA sono utilizzati molto frequentemente nella fase di post-produzione. Esempi lampanti sono il montaggio automatico in multicam, il miglioramento dell’immagine e del suono, e persino la color grading. Le tecnologie IA stanno anche rivoluzionando la creazione di effetti visivi (VFX) attraverso l’automazione di processi complessi, rendendo più rapido il lavoro di animazione e motion capture. Rotoscoping e rimozione di oggetti su tutti, processi che ad oggi sono semplificati grazie alle AI.”
Ma l’IA non si limita alla tecnica: ha un impatto anche sulle decisioni creative. Come pensi che l’intelligenza artificiale influenzerà il ruolo creativo e decisionale dei registi e dei produttori cinematografici nei prossimi anni?
“A mio avviso l’IA potrà fungere da supporto decisionale per i produttori, aiutandoli a prendere scelte ponderate basate sull’analisi dei dati. Tuttavia, la fase di ricerca e sviluppo creativo rimarrà nelle mani umane per parecchio tempo ancora. I registi potrebbero utilizzare IA per testare diverse versioni di una scena o per ottenere suggerimenti su come migliorare l’impatto emotivo di una sequenza, ma non credo che l’IA possa sostituire la vision e il genio che ci sono dietro a determinate scelte registiche. Il rischio è che l’uso eccessivo di algoritmi predittivi per decidere cosa “funziona” possa uniformare l’offerta, ma la sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra il potenziale analitico dell’IA e la creatività dei cineasti.
Gli interventi, coordinati dalla giornalista de Il Mattino Carmen Incisivo, hanno coinvolto il pubblico composto da giornalisti, filmaker, operatori culturali. Dopo i rapidi saluti istituzionali del direttore artistico LdO Peppe D’Antonio e dell’ospite dell’incontro, Domenico Credendino, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana che gestisce il Complesso San Michele e che è partner del Festival, si è entrati subito nel merito.
Per affrontare queste sfide, i giovani professionisti dovranno sviluppare nuove competenze. Che tipo di competenze e preparazione consigli ai giovani professionisti del cinema che vogliono integrarsi in questo nuovo panorama tecnologico?
I giovani professionisti dovrebbero acquisire competenze tecniche e familiarità con strumenti di editing video basati su IA, software per effetti visivi e tecnologie immersive come realtà virtuale e realtà aumentata. Avere una solida comprensione delle basi del machine learning e dei dati può essere utile, anche senza diventare dei veri e propri programmatori. Tuttavia, è fondamentale che continuino a sviluppare una forte capacità creativa, narrativa e di storytelling, poiché la tecnologia può supportare queste qualità, ma non sostituirle.
Quale consiglio daresti ai giovani professionisti del settore?
Ai giovani professionisti consiglio di mantenere un approccio aperto e flessibile nei confronti delle nuove tecnologie. L’industria cinematografica è in continua evoluzione, e chi sarà in grado di combinare competenze tecniche con una visione creativa originale avrà un vantaggio competitivo. È importante non vedere l’IA come una minaccia, ma come uno strumento potente che può amplificare la propria creatività. Un altro consiglio che mi sento di dare è di continuare a collaborare e imparare da diversi settori, poiché il presente del cinema è già molto interdisciplinare ma il futuro lo sarà di più.
L’intervista con Antonio Risi offre una prospettiva equilibrata e stimolante sull’intelligenza artificiale nel cinema: la tecnologia può trasformare il settore, ma il cuore del processo creativo resterà sempre umano. L’equilibrio tra competenze tecniche e visione artistica sarà il vero motore dell’innovazione.
Guarda le masterclass di Antonio Risi su YouTube per scoprire tutti i dettagli e le sue riflessioni sull’intelligenza artificiale e il cinema.
Masterclass 1: Introduzione alle tecnologie IA nel cinema
Masterclass 2: IA e creatività nell’audiovisivo

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