Lorenzo Giovenga sull’Intelligenza Artificiale e il Futuro della Settima Arte
Il cinema è in costante evoluzione, e l’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando profondamente il settore. Lorenzo Giovenga, regista e sceneggiatore, offre una riflessione unica sull’impatto della tecnologia nel mondo dell’audiovisivo, senza mai perdere di vista l’essenza della creatività umana. In questa intervista, spiega perché il cinema come esperienza collettiva è insostituibile e come l’IA possa essere uno strumento utile, ma mai il fulcro del processo creativo.
Il Cinema è un Tempio da Frequentare
Il cinema, secondo Giovenga, è molto più di un prodotto tecnologico: è arte ed esperienza condivisa. La sua analisi parte da un esempio emblematico, quello dello sciopero degli sceneggiatori di Hollywood del 2023, per sottolineare quanto l’IA stia impattando sul settore.
Quali sono le principali trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta apportando nel settore del cinema?
“Il cinema – e l’audiovisivo in generale – è uno dei settori che è rimasto più influenzato dall’arrivo dell’intelligenza artificiale. Basti pensare allo sciopero degli sceneggiatori americani del 2023, in cui si chiedeva una regolamentazione del settore. Di fatto, quello che oggi l’IA riesce a fare meglio, rendendo praticamente impossibile riconoscere l’artificio, è proprio la scrittura. Le immagini e i video generati da AI sono ancora in uno stadio primitivo e, con un po’ di attenzione, anche la più curata immagine generata da IA può essere riconosciuta.
Ecco il motivo della rivolta degli sceneggiatori: in questo terreno grigio, in questa zona da Far West, fare chiarezza è davvero fondamentale.
Un altro settore che, sicuramente, sta sfruttando la potenza dell’IA nel cinema è, senza dubbio, la post-produzione. Qua i progressi sono impressionanti e i tool usati cambiano giorno dopo giorno. Oggi, con un semplice click, si può restaurare un file audio che fino a qualche anno fa era impossibile da sistemare da qualcuno che non fosse un sound designer. Oppure pensiamo alle voice over. Proprio qualche giorno fa ho notato che molti siti di stock hanno integrato nel loro abbonamento la creazione di voice over in AI. Che ne sarà degli speaker e degli studi di registrazione? Persino la composizione musicale in AI sta diventando sempre più raffinata.”
La Creatività deve Restare Umana
Da questi incontri abbiamo sicuramente capito che l’IA è, si, uno strumento straordinario, ma deve rimanere tale. Il rischio, altrimenti, è che la tecnologia prenda il sopravvento sulla creatività, trasformando il cinema in un prodotto senz’anima.
Come pensi che l’intelligenza artificiale influenzerà il ruolo creativo e decisionale dei registi nei prossimi anni?
“La mia speranza è che l’IA col tempo diventi uno strumento in mano agli esseri umani piuttosto che il sostitutivo del cervello umano. Per fare questo non dovrebbe influenzare la creatività delle persone ma, semmai, aiutare la creatività degli artisti ad emergere.
Prendiamo l’esempio del computer. Quando è nato ha cominciato a sostituire tutta una serie di lavorazioni manuali come la scrittura, il calcolo, la catalogazione, il montaggio video e il disegno. Il computer, di fatto, ha aiutato milioni di persone ad esprimere al meglio la propria creatività. Ma la verità è che un grande scrittore può scrivere grandi romanzi sia su carta che su un pc, così come un grande artista può rendere tangibile la sua creatività sia su tela che su Photoshop.
Il problema è quando qualcuno comincia a non interpellare più queste figure e inizia, da profano, a generare storie, immagini e suoni grazie all’IA. A quel punto tutto crolla.”
Non Dimenticare la Sala Cinematografica
Che tipo di competenze consigli ai giovani che vogliono entrare nel mondo del cinema?
“Prima di tutto andare al cinema! Qualsiasi tecnologia possa nascere, non c’è cosa più importante per chi voglia fare cinema di frequentare, per l’appunto, il cinema. Non è solo una questione da boomer o da nostalgico… è come amare la pizza e non andare mai a Napoli! Insomma, il cinema è un tempio che va frequentato da chi ama i film, perché lì si può vedere l’arte cinematografica al suo massimo livello e si può capire come reagiscono le persone davanti a certe scene.
Poi, ovviamente, occorre sempre informarsi sulle tendenze cinematografiche del momento ed essere costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie. L’importante è avere ben chiara in testa la storia che si vuole raccontare e, solo dopo, cominciare a cercare i modi migliori per metterla in scena.”
Gli interventi, coordinati dalla giornalista de Il Mattino Carmen Incisivo, hanno coinvolto il pubblico composto da giornalisti, filmaker, operatori culturali. Dopo i rapidi saluti istituzionali del direttore artistico LdO Peppe D’Antonio e dell’ospite dell’incontro, Domenico Credendino, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana che gestisce il Complesso San Michele e che è partner del Festival, si è entrati subito nel merito.
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